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Uscita didattica a Sulmona.

Nell’ambito del progetto di PCTO “Eremi celestiniani tra spirito e natura”,

le classi II A, III A e IV A Turismo si sono recate a Sulmona il 21 novembre per visitare l’eremo di S. Onofrio e la Badia Morronese.

Arrivati ai piedi del monte Morrone, a pochi Km da Sulmona, gli studenti si sono incamminati per circa 20 minuti verso l’eremo giungendo alla Porta del cielo (così è chiamato il portone di ingresso dell’eremo), a circa 650 m di altezza, in posizione dominante sulla Valle Peligna.


L’Eremo di S, Onofrio è una suggestiva costruzione su due piani addossata alle pendici della montagna. E’ stato distrutto dai bombardamenti alleati nel 1943, ma è stato fedelmente ricostruito nel 1947. Qui, nell’estate del 1294, una delegazione di alti prelati e di alti funzionari e dignitari del Regno angioino di Napoli portò a Pietro da Morrone l’annuncio che il Conclave riunito a Perugia lo aveva nominato Papa.

Nel mese di agosto del 1294 da S. Onofrio partì, alla volta dell’Aquila, un corteo di cardinali, di sovrani (il re di Napoli e il re d’Ungheria) e di una enorme folla popolare preceduto da Pietro da Morrone a dorso d’asino, a simboleggiare l’umiltà e la povertà della Chiesa evangelica che avrebbe voluto far rinascere.

Nell’Eremo di S. Onofrio ci hanno colpito le due celle affiancate di Pietro da Morrone e di Roberto da Salle, spoglie di ogni richiamo al mondo e unite dalla comune scelta spirituale (Roberto da Salle à stato capo della Congregazione dei Celestini, fondata da Pietro da Morrone).
A poche centinaia di metri dall’Eremo, in un sito pianeggiante rivolto alla Valle Peligna, si trova il Tempio italico di Ercole Curino, nato probabilmente nei pressi di antiche vie tratturali.


Il tempio, che in passato era erroneamente ritenuto la villa di Ovidio, testimonia l’importanza del culto di Ercole presso i popoli italici (sono tante le statuette di Ercole rinvenute negli scavi archeologici effettuati nel nostro territorio ed oggi visibili soprattutto presso il Museo Nazionale di Chieti) e l’elevato grado di civiltà raggiunto da questi popoli prima dell’inglobamento nel mondo romano.


La tappa conclusiva dell’escursione è stata rappresentata dalla visita alla Badia morronese.

Due guide hanno condotto gli studenti nel percorso lungo l’enorme struttura della Badia (circa 17000 mq).

Fondata da Celestino V, la Badia è stata il centro di comando della Congregazione dei Celestini, che ebbe una notevole diffusione soprattutto in Italia e Francia, fino a quando nel 1806 ne fu decretata la soppressione da parte di Napoleone.

Le guide hanno richiamato la nostra attenzione sulla pregevole struttura architettonica della Chiesa, con il cantorio, il leggio, i due altari in marmi policromi, dedicati a S. Benedetto e S. Pietro Celestino, i sedili settecenteschi dove i monaci recitavano e cantavano le preghiere. Abbiamo poi ammirato la cripta della chiesa, dal colonnato spoglio in pietra della Maiella e dalle volte a crociera. Un dipinto del XIV secolo, sito in una nicchia della cripta, raffigura Celestino che mostra la Regola ai suoi confratelli.  

Percorrendo i vari ambienti della Badia, abbiamo visto inoltre gli affreschi che decoravano le pareti emersi dopo i recenti restauri, una splendida scalinata settecentesca a due rampe in pietra della Maiella, una raccolta di opere d’arte antiche e moderne riunite presso il convento dal MIBAC e provenienti da varie località abruzzesi.

Il prossimo 4 dicembre, presso l’aula magna della Scuola, gli studenti delle classi impegnate nell’escursione presenteranno le fotografie del prof. Piero Troiano, insieme a power point che esporranno le varie tappe del percorso svolto.

Badia Morronese
Badia morronese


I docenti accompagnatori: Angelo Pompei, Anna Maria Di Matteo, Piero Troiano, Paola Guerrieri.