…alla conquista della fortezza di CIVITELLA DEL TRONTO

Il giorno 27 aprile le classe terze e quarte Turismo dell’IIS Alessandrini di Montesilvano si sono recate a Civitella del Tronto per la visita del suo bellissimo borgo e la sua imponente fortezza.

Prima tappa: la Chiesa di santa Maria di Propezzano ….   la chiesa in stile romanico con influenze gotiche, su tre navate e con affreschi del ‘500 è stata costruita per ricordare un miracolo fatto dalla Madonna nel luogo di fondazione della chiesa, nell’VIII secolo.
Successivamente ci siamo diretti alla Fortezza di Civitella del Tronto che abbiamo visitato con l’aiuto di una guida. La struttura è un’opera fortificata preposta al controllo del territorio con funzioni tattiche e difensive, è - per dimensioni - la più grande d’Italia e la seconda in Europa e si estende su una superficie di 25.000 metri quadri a 650 m. di altezza.   
Ha avuto un ruolo strategico nella conclusione dell’Unità d’Italia, perché tra il settembre 1860 e il marzo 1861 fu assediata dall’esercito piemontese e resistette strenuamente in collaborazione con la sollevazione contadina che operava nelle campagne circostanti, organizzate nelle bande di briganti.                                                                 
Ci ha particolarmente colpito la visita alla cisterna della fortezza che consentiva alla guarnigione di resistere a lunghi assedi.

La cisterna riceve l’acqua piovana attraverso un’apertura soprastante e l’acqua veniva purificata attraverso un impasto di ghiaia e carbone che la filtrava.                  

Nella fortezza abbiamo visitato il Museo delle Armi che non contiene purtroppo le armi storiche della fortezza perché, al momento della resa il 20 marzo 1861, le armi furono requisite e inviate a Torino come bottino di guerra.                                           
Abbiamo, poi,  imboccato il camminamento esterno della fortezza da cui è possibile la vista in lontananza delle Catene del Gran Sasso e dei Monti della Laga e, più da vicino, delle “Montagne Gemelle”. Nella parte occidentale si apre un burrone profondo che rende inespugnabile da quel lato la fortezza.                                     
Dopo aver concluso il percorso nella fortezza siamo entrati nel borgo che ha caratteristiche rinascimentali, dove abbiamo potuto ammirare la Via più stretta d’Italia, probabilmente nata così per scopi difensivi: un solo difensore era sufficiente  a bloccare l’accesso al borgo di una grande quantità di assedianti…