Premio Benedetto Croce

14° Edizione del Premio Benedetto Croce

L’11 marzo una delegazione di 7 alunne della IV B Turismo dell’IIS Alessandrini, di Montesilvano, ha partecipato alla manifestazione -  nel Liceo Classico D’Annunzio, di Pescara  - che ha dato il via alla 14° edizione del Premio Croce.

L’obiettivo del Premio letterario è anche quello di diffondere il “gusto” della lettura tra gli studenti che, in quanto membri di giurie popolari, partecipano alla selezione dei libri da premiare.

Studenti di 22 scuole di tutta la Regione Abruzzo compongono le giurie popolari ed il nostro Istituto vanta ormai una tradizione in proposito dato che ha già partecipato alle ultime due edizioni del Premio.

La terna dei libri assegnata alla valutazione della nostra Scuola è stata quella della sezione “letteratura giornalistica”, costituita dalle seguenti opere:
La zia Irene e l’anarchico Tresca
Roma capitale malata (attualità su ciò che succede alla nostra capitale)
Vesuvio universale (si tratta di un’analisi di ciò che potrebbe accadere ai comuni delle pendici del Vesuvio se vi fosse un’eruzione come quella del ’79 d.C.)
Le sezioni sono tre con due terne e una quaterna di libri da valutare, per un totale di dieci libri di recente pubblicazione.

Martedì 19 marzo alle 11,30  presso la nostra Biblioteca sarà presentata dagli organizzatori del Premio la terna di libri assegnata agli studenti dell’Alessandrini.

Ha aperto la manifestazione una conferenza del giornalista del Corriere Della Sera, Giovanni Bianconi sul tema “La strage di Piazza Fontana a 50 anni di distanza”.

Venerdì 12 dicembre 1969, alle ore 16:40, a Milano, nella Banca Nazionale dell’Agricoltura di Piazza Fontana, esplose la bomba che distrusse la vita di 17 persone e danneggiò quella di altre 88.

Il giornalista Bianconi ha commentato l’episodio di Piazza Fontana dicendo che “ha segnato la vita di tante persone e ancora oggi ne porta i segni tutto il popolo italiano. Da questo momento è iniziato un terrorismo interno molto feroce, le cui armi sono state diverse secondo le ideologie degli esecutori: l’omicidio politico selettivo e lo stragismo indiscriminato, che hanno determinato la morte di 500 persone e il ferimento di 5000.”
“La strage di Piazza Fontana fu una strage di matrice neofascista con lo scopo di destabilizzare per stabilizzare, rimasta senza colpevoli poiché i giudici  che si sono susseguiti nelle indagini non sono riusciti, a conclusione dell’iter processuale, a individuare i responsabili. Alla prima definitiva sentenza di assoluzione dei neofascisti ne è seguita dopo vent’anni un’altra, che ha svelato che i colpevoli erano i neofascisti precedentemente assolti, secondo la confessione di due degli esecutori della strage: il diritto italiano non prevede però che una sentenza definitiva di assoluzione possa essere rovesciata una seconda volta e così dei due neofascisti colpevoli uno è morto senza aver scontato un giorno di carcere, l’altro è tuttora in libertà.”
                                             

Federica Colantuono e Giada Maria Stasio Donatelli, classe IV B Turismo.