“Si dovrebbe, almeno ogni giorno,(...) leggere una bella poesia...” Goethe

                                                 

Il 1/02, la poetessa Emanuela Toto è stata ospitata  nell’istituto “E.Alessandrini”, di Montesilvano, in 3a AFM per condurre un laboratorio sulla poesia attraverso la sua raccolta  “Sotto le scale”, pubblicata da poco.“L’incontro con l’autore” è una tra le tante iniziative del progetto “Oltre l’aula “, proposto dalla Biblioteca dell’Alessandrini.

“…Prof. ma ci sono ancora i poeti?”… hanno chiesto in classe gli studenti e, dopo aver letto alcune  poesie di Emanuela Toto , non ho avuto dubbi: avevo trovato la poetessa!
Le sedie disposte in cerchio, perché quell’incontro richiedeva una comunicazione collettiva , spontanea ma soprattutto autentica: bisognava guardarsi negli occhi.
“La poesia è noia” è la prima definizione che hanno dato alcuni ragazzi, mentre altri sfogliavano incuriositi le pagine ignote di quel piccolo libro sconosciuto....  e da lì a poco la ricerca  è diventata un crescendo, “Cerco di scrivere ciò che nella realtà mi somiglia” oppure “Cerco le immagini per  rappresentare ciò che sento”, Emanuela Toto ha iniziato così,  poi... piano piano ha preso i ragazzi per mano e li ha condotti in un viaggio tra  parole che  scendevano morbide  sui loro volti, giocando  tra e con i  versi,   per volare infine sulle ali della poesia.

                                                      

Il contatto è stato immediato: i ragazzi sfogliavano il libro alla ricerca di un verso che li rappresentasse. Non è stato difficile,  perché le parole rispondevano al loro desiderio di cercarsi e di ritrovarsi : “ mi sento come in un diluvio”, così Stefano ha rappresentato la rabbia....; Simone, invece, ha  immaginato  la felicità “come il mare delle Maldive: verde, sereno”; mentre  Ludovica ha ceduto all’emozione leggendo ad alta voce : “…forse siamo nati così: mancanti”, perché anche lei come tanti adolescenti sente di essere incompleta e non si basta mai.

Nell’aula, le emozioni saltellavano vibranti, perché la poesia arriva proprio lì ....dove c’è il bisogno, rispondendo al richiamo del desiderio,  al punto che misteriosamente  anche quel “niente”, provato da un ragazzo,  si è sciolto,  trasformandosi in una pagina bianca tutta da scrivere, dietro l’impulso dei versi semplici ma intensi di Emanuela Toto:  “ Senti l’odore di ciò che ti manca, poi aspetta ancora un po’.  Giusto il tempo di scoprire chi sei”.
Nella seconda fase del laboratorio, i ragazzi si sono cimentati in brevi esercizi di composizione, giocando con similitudini, metafore e declinazioni di parole scelte liberamente.

Federica ha chiuso l’attività con questo verso: “Le parole sono come lame che riaprono vecchie ferite “.